Riforma degli Istituti Tecnici: secondo tavolo di conciliazione tra Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero del Lavoro e FLC CGIL

Il Ministero si presenta senza i dati. Aggiornato il tavolo al 27 aprile

Si è svolto ieri, 21 aprile, il secondo incontro della procedura di raffreddamento – convocata a seguito della proclamazione da parte della FLC dello stato di agitazione del personale degli istituti tecnici –  tra Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero del Lavoro e FLC CGIL.

Questo secondo tavolo era stato calendarizzato a seguito della richiesta avanzata dalla FLC CGIL di acquisire ulteriori dati per approfondire la situazione della riforma degli istituti tecnici, con particolare riferimento al numero degli iscritti, alle proiezioni di soprannumerarietà e, soprattutto, in attesa del parere del CSPI che si è espresso il 10 aprile scorso.

All’incontro di ieri il Ministero si è presentato senza aver fornito i dati richiesti. La FLC CGIL ha quindi ribadito le proprie richieste, poste alla base della piattaforma rivendicativa con cui ha attivato le procedure di conciliazione al fine di ottenere il rinvio della riforma e la salvaguardia del personale.

Inoltre, abbiamo rilanciato le ulteriori criticità emerse nel confronto e quelle segnalate anche nel parere del CSPI del 10 aprile scorso, su cui sono necessari interventi immediati e che qui sintetizziamo:

  1. Definire la fase transitoria per l’a.s. 2026/2027 per le classi prime dei percorsi quinquennali
  2. Indicare chiaramente, come già disposto dalla nota dipartimentale, la quota oraria a disposizione delle scuole per il primo biennio, le classi di concorso in cui tale monte orario deve essere utilizzato, prestando particolare attenzione alle classi di concorso A50, A34, A20, e A37 per il settore tecnologico-ambientale, A21 e A22 per il settore economico. Va precisato che le assegnazioni così definite hanno valore esclusivamente per l’a.s. 2026/2027 e dovranno essere oggetto di rideterminazione alla luce delle linee guida
  3. Incrementare il numero delle classi di concorso atipiche, associando a determinate discipline — in particolare alle Scienze sperimentali e agli altri insegnamenti di nuova introduzione o ridefinizione — un ventaglio più ampio di classi di concorso afferenti rispetto a quello attualmente previsto, così da consentire una distribuzione del monte orario coerente con i profili disciplinari di riferimento.
  4. Chiarire la gestione delle ore di compresenza: il monte ore annuale deve poter essere ripartito tra le diverse classi di concorso indicate nei quadri orari, mantenendo coerenza rispetto all’insegnamento teorico a cui fanno riferimento.
  5. Tutelare titolarità e gestione dei soprannumeri con la possibilità di costituire cattedre con un numero di ore di insegnamento inferiore a quelle ordinamentali in caso di situazioni di soprannumerarietà e/o di esubero e per evitare la perdita di titolarità.
  6. Aprire un ampio confronto con il mondo della scuola

Poiché il Ministero, anche nell’incontro di ieri, non ha fornito i dati richiesti, il tavolo di conciliazione è stato aggiornato a lunedì 27 aprile. Nel frattempo le iniziative di mobilitazione stanno proseguendo in tutti i territori.

Vi terremo aggiornati sugli esiti di questo ulteriore incontro.