Riforma degli istituti tecnici, pubblicati i nuovi quadri orario: molta confusione nelle scuole. Si realizzano i tagli annunciati dalla FLC CGIL

Nella fase centrale della predisposizione degli organici nel sistema SIDI, gli istituti tecnici sono pressati dagli obblighi della nuova riforma. Pur se pubblicati i nuovi quadri orario, le scuole operano in assenza di indicazioni chiare sulle classi di concorso

unedì 9 marzo 2026 è stato pubblicato il Decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 con i relativi allegati. Diventano finalmente disponibili i quadri orario che le scuole dovranno adottare a seguito del varo della riforma degli Istituti Tecnici come definita dal DL 45/2025ma non è ancora possibile realizzare le necessarie corrispondenze tra le classi di concorso definite nel vecchio ordinamento e le nuove aggregazioni di discipline presenti nei nuovi “ambiti disciplinari”.

Dalla lettura dei nuovi quadri orario emerge che tra le discipline penalizzate rientrano l’insegnamento della Geografia nel settore economico e delle Scienze integrate nel settore tecnologico-ambientale. Infatti, con la nuova disciplina denominata Scienze sperimentali comprendente gli insegnamenti di Scienze della Terra, Biologia, Chimica e Fisica, questi insegnamenti nel settore tecnologico-ambientale passano, complessivamente, da 528 ore a 297 ore con una perdita di 231 ore, con buona pace della diffusione delle discipline Stem. Inoltre, va osservato che in ciascuno degli undici indirizzi vengono penalizzate anche ore di discipline più professionalizzanti a esclusivo vantaggio della quota di curricolo a disposizione della scuola.

Il provvedimento marca un forte ritardo rispetto agli adempimenti necessari alla predisposizione degli organici di scuola e alle conseguenti operazioni relative ai perdenti posto e alla mobilità dei docenti.

Gli istituti tecnici, infatti, nella fase di inserimento dei dati al sistema informatico SIDIhanno riscontrato notevoli difficoltà che hanno costretto la maggior parte degli Uffici scolastici regionali a predisporre deroghe e rinvii. L’intero sistema delle titolarità di scuola e dei trasferimenti viene messo in crisi da una decisione affrettata che avrebbe certamente potuto essere rinviata di un anno. Infatti, le scuole sono costrette in questi giorni a realizzare tutti gli adattamenti del curricolo prodotti dall’accorpamento delle discipline con i relativi tagli alle cattedre. L’esempio più chiaro, come detto sopra, è quello che riguarda l’ambito delle scienze integrate che subiscono al primo biennio una riduzione di 231 ore. L’accorpamento non definisce quale disciplina tra Scienze della Terra, Biologia, Chimica, Fisica dovrà essere favorita, ridotta o tagliata e la scelta è affidata ai singoli istituti, che in queste ore non hanno avuto la possibilità di riunire i Collegi dei Docenti e di deliberare con un orizzonte chiaro, visto che manca la corrispondenza tra ambiti disciplinari, discipline e classi di concorso. In questo modo, oltre a ledere con la fretta le prerogative collegiali, si realizza lo smantellamento dell’unitarietà del curricolo dell’istruzione tecnica e si va determinando un vero e proprio caos, con l’aggravante della guerra tra perdenti posto.

Proprio per comprendere meglio queste dinamiche, dopo la convocazione del 12 febbraio 2026, la FLC CGIL aveva chiesto un incontro alla Direzione generale per l’istruzione tecnica e aveva segnalato l’urgenza di fornire tempestivamente alle scuole i nuovi quadri orario, che sono arrivati a distanza di un mese con il DM 29/2026, e le indicazioni, a tutt’oggi indisponibili, sulla corrispondenza tra le discipline e le classi di concorso per definire le atipicità e le temute sovrannumerarietà di istituto.

Inoltre, rispetto all’offerta formativa, le operazioni condotte dall’Amministrazione rivelano una mancanza di trasparenza anche nei confronti di studentesse, studenti e famiglie. Infatti, le iscrizioni alle classi prime degli istituti tecnici sono avvenute sostanzialmente al buio, visto che si ignoravano i quadri orario, pubblicati soltanto il 9 marzo, a iscrizioni abbondantemente scadute.

La FLC CGIL aveva chiesto il rinvio di un anno per l’avvio delle nuove classi prime riformate, ma la fretta del Ministro sta segnando la qualità di un segmento che, ancora una volta da quindici anni, ha mantenuto più del 30% delle iscrizioni alle secondarie di II grado. Discipline, insegnamenti e articolazioni che sono state scelte, si ritroveranno trasformate a settembre al primo giorno di scuola, con materie che possono sparire o essere ancora presenti, in modo differente tra scuola e scuola, tra territorio e territorio, sulla base delle diverse esigenze e della flessibilità presente nella riforma. Si tratta di un serio attacco all’unitarietà del sistema di istruzione.

In relazione ai previsti tagli su alcune classi di concorso con l’introduzione del nuovo ordinamento, che andrà in vigore per le classi prime dall’anno scolastico 2026/27, la FLC CGIL ribadisce l’urgenza di specifici chiarimenti anche in occasione della presentazione della prossima circolare sulla definizione degli organici e invita i Collegi a sostenere proposte di arricchimento della quota del curricolo a disposizione della singola istituzione scolastica con scelte di salvaguardia delle discipline più penalizzate dai tagli di questa pericolosa riforma.

Per la FLC CGILrimane la forte contrarietà ad una riforma che riduce il tempo scuola, mortifica il valore delle discipline, produce tagli alle cattedre e diminuisce la qualità dell’offerta formativa degli istituti tecnici, che a lungo hanno rappresentato un punto fermo del nostro sistema di istruzione.